@2024 Archivio Vettor Pisani.

Profilo biografico

L’ampiezza con cui l’opera di Vettor Pisani attraversa dalle origini della modernità il proprio tempo secondo un pensiero capace di abbracciare le più ampie prospettive filosofiche, psicologiche, ideologico-politiche e antropologiche fa di lui una personalità

a tutto tondo e in qualche modo profetica. Da un lato essa anticipa il futuro in cui ci troviamo, tra ricerche tecnologiche sempre più avanzate e l’incapacità di trarne umanamente e spiritualmente profitto, dall’altro ci mostra una realtà minata da squilibri e catastrofi, ma la traduce in forme artistiche di grande valore estetico e morale.

Vettor Pisani non è stato un artista d’avanguardia, come anche alcuni dei geni del nostro tempo sono stati, ma un artista universale, al pari di Picasso e De Chirico: “l’ultimo grande artista del passato e il primo del tempo futuro, una Cerniera dei Tempi a venire”.

I grandi capolavori dell’arte di ogni tempo, sulla corsia preferenziale del simbolismo, da cui ha avuto origine l’arte moderna europea, rivivono destrutturati e trasfigurati nella sua opera, rivelando nuove prospettive d’interpretazione, in una spietata messa a nudo dei pregiudizi e dei crimini della storia, dentro un Theatrum caleidoscopico di analogie e rifrangenze che sottendono il Grande Opus alchemico della vita e dell’arte, lungo assi che l’artista ha reso perfettamente comunicanti. 

Al senso drammatico di un presente sopravvissuto alla tragedia di due guerre mondiali che ha magistralmente rappresentato in vasti allestimenti degni del maggiore teatro contemporaneo, Vettor Pisani ha unito la nitida perfezione di un universo cristallino, frutto di una concezione visionaria, dove si esprime il senso della grande tradizione artistica, fondata sul disegno, l’architettura, le arti plastiche da sempre fondamento della cultura artistica europea. 

In innumerevoli occasioni, in Italia e all’estero Vettor Pisani ha rappresentato la fertilità della cultura italiana nella sua appartenenza a quella europea e insieme a quella mediterranea, tenendo alti i valori indiscussi che essa incarna, ovunque, nella sfera culturale. 

Ne danno testimonianza: le rassegne internazionali di Documenta 5, Kassel 1972 – e le Biennali di Venezia del 1972, 1976, 1978, 1984, 1986, 1990, 1993, 1995 su invito di commissioni ogni volta diverse; la Biennale di San Paolo del Brasile nel 1979; le Biennali di Parigi del 1971, 1973 e 1985. Le Quadriennali Nazionali del 1973, 1986, 1992; mostre monografiche significative come quella alla Sala Parpallo di Valencia nel 1990; le rassegne di carattere storico Italy two. Art around ’70, presso il Museum of Civic Center di Philadelphia nel 1973; il Rencontre internationale ouverte de vidéo, Espace Pierre Cardin, Parigi 1975; la Settimana Internazionale della Performance, Galleria d’Arte Moderna, Bologna 1977; Avanguardia/Transavanguardia ’68-77, Roma 1982; Italian Art Now: an american Perspective al Guggenheim Museum di New York; Arte Italiana 1960-1982 alla Hayward Gallery di Londra; Nell’Arte. Artisti italiani e francesi a Villa Medici, Accademia di Francia, Roma 1983; Der Traum des Orpheus: Mythologie in der italienischen Gegenwartskunst, 1967-1984, Stadtische Galerie in Lenbachhaus, Monaco 1984; L’Italie aujourd’hui: Regards sur la peinture italienne de 1970 à 1985, Centre national d’Art Contemporain, Villa Arson, Nizza 1985; Terrae Motus, Villa Campolieto, Ercolano (NA); Beuys zu Ehren, Städtische Galerie in Lenbachhaus, Monaco 1986; Terrae Motus 2, Grand Palais, Parigi; Emerging Artists 1978-1986: Selections from the Exxon Series, Guggenheim Museum, New York 1987; Mythos Italien, Bayerische Staatsgemäldesammlungen, Monaco 1988; Open mind, Museum van Hedendaagse Kunst, Gent; Orientamenti dell’arte italiana: Roma 1947-1989, Casa Centrale degli Artisti, Mosca; Sala Centrale delle Esposizioni, Leningrado 1989; Virginia Art Theatrum (Museo della Catastrofe) 1995 – 2006; Minimalia. An Italian Vision in 20th Century Art, P.S.1, New York 2000; Il Bello e le Bestie – Metamorfosi, artifici e ibridi dal mito all’immaginario scientifico, MART, Rovereto 2005; Hertz Ist Ein Dunkler Abgrund, Gallerie Mario Iannelli, Berlino, Germania 2010; Carpe Diem, Limen Otto 9 Cinque, Roma; Apocalypse Now, Fondazione Morra, Palazzo Bagnara, Napoli; Eroica/Antieroica: una retrospettiva, MADRE – Museo d’Arte Contemporanea, Donnaregina, Napoli 2013 e Teatro Margherita, Bari 2014; Il cibo interpretato, Museo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese, Roma 2018; Museo Vettor Pisani, Fondazione Morra, Palazzo Morone Caggiano (SA) 2023.