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Manifesto Rosacroce Italiano per l'Arte Moderna

Ricordo, come artista sono nato il giorno in cui un vascello fantasma, una fragile piccola barca nera è naufragata nel golfo di Napoli, misteriosamente davanti all’Isola dei Morti di Böcklin. L’Arte Moderna, contemporanea, ricordo è nata con l’Orinatoio di Duchamp ed è morta negli anni 70 con l’opera Napoli Borderline di Vettor Pisani. Autori e Critici d’arte, sia chiaro a tutti: io sono l’ultimo grande artista del passato e il primo del tempo futuro, il più grande artista della Modernità, una Cerniera dei Tempi a venire. Dopo di me non ci saranno più né Arte moderna né artisti moderni, solisti e single, ma un’Arte Totale Collettiva. In un istante entreremo tutti a velocità della Luce nel Futuro della Creazione, nell’Era della Clonazione Artificiale, l’Arte Moderna Totale, Interdisciplinare e Cosmica del Terzo Millennio. Finalmente tutti saremo artisti e poeti, operatori culturali creativi, non ci saranno più né il poeta né l’artista solista con il nero violino dell’Infelicità, abbandonato tristemente a sè stesso, alla propria solitudine e alla depressione, alla mercé della propria follia personale. Finirà l’Era del Manicomio Totale, dei poeti e degli artisti moderni, depressi e compressi, prigionieri di sè stessi, nei propri studi imbottiti di alcool, di droga e di psicofarmaci. Piccoli Manicomi personali dell’arte e della vita moderna.

Finalmente finirà l’Era “del Passero solitario che vien dalla campagna cantando in sul calar del sole in questa valle di lacrime”. Ma che ce ne importa a noi della Campagna immacolata, della Natura incontaminata e crudele, dell’infelicità di Leopardi e del passero solitario e solista che suona il violino e canta felice, se poi noi siamo sempre sospesi sull’orlo della Catastrofe e del Manicomio Rosacroce, del Cimitero marino Böckliniano! Non ci saranno più Antonin Artaud e Virginia Wolf, Francis Bacon e Frida Kahlo. E tanto piacere, l’importante è stare bene, il meno disturbati possibile mentalmente, essere felici sani e belli, nella testa e nella coda. Non ci saranno più Van Gogh e Modigliani, Pasolini, Dario Bellezza e la Merini. Non fa niente, pazienza, vivremo lo stesso: l’importante è dire subito a noi stessi che la principale virtù dell’uomo e della donna moderna sono la felicità, la forza e la bellezza. La capacità e la rinuncia al dolore e alla gloria.
Finirà l’Era degli Autori acclamati, ricchi e famosi, dei diritti d’Autore, dell’Oro nero filosofico e alchemico, del mercato dell’arte e della critica d’arte organizzata e ciarliera. Finalmente sorgerà la Nuova Era! (Copyleft no Copyright.”). Inizierà l’Era della Felicità e dell’Amore, della Fratellanza e dell’Altruismo, della Creatività Collettiva Cosmica e del divertimento. Una nuova Era di fratellanza e di sorellanza di giustizia sociale e di democrazia totale, cristiana e secolarizzata, morale, etica ed estetica e infine laica.

Copyleft no Copyright. Vettor Pisani Artista Rosacroce, 17° scalino della Scala di Napoli.

Nota
Per coloro che non sanno, il 17° scalino della Scala di Napoli, italiano corrisponde al 18° grado (Rosacroce) dello Scozzesismo Inglese, anzi ne è l’anticipazione.

Napoli Borderline maggio 2006

Vettor Pisani, pittore, scultore, architetto e scrittore – come lui stesso si definiva – ha sempre mantenuto il riserbo sulla sua biografia anagrafica, identificandola con la sua stessa opera e, in aggiunta, l’ha ammantata e occultata dietro un’ironia fiabesca come poeti e sognatori sono soliti fare, e soprattutto come è tradizione tra gli autori di testi di alchimia, o a sfondo sapienziale.
Ciò che si sa per certo è che il ramo paterno della sua famiglia era originario dell’Isola d’Ischia, emblema ricorrente nella sua iconografia, mentre quello materno proveniva da Bari, dove Vettor Pisani è nato il 14 giugno 1935, e dove anche la moglie Mimma, interprete sin dagli esordi della sua opera artistica, filosofica e poetica, il 25 dicembre 1940, aveva ricevuto i natali.